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voto elettronico e Democrazia |
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Politiche Aprile 2006: utilizzato il cosiddetto "scrutinio elettronico"
| "... In caso di discordanza tra i risultati, il presidente, senza per questo procedere ad ulteriori verifiche, provvede agli adempimenti previsti dalla legge, tenendo conto dei risultati riportati sulle tabelle di scrutinio cartacee." (comma 4, art. 2 legge 27 gennaio 2006, n. 22). |
| "... Tale trasmissione informatizzata, avente carattere esclusivamente sperimentale, non ha alcuna incidenza sul procedimento ufficiale di proclamazione dei risultati e di convalida degli eletti." (comma 5, art. 2 legge 27 gennaio 2006, n. 22) |
Quindi la legge parla di due cose ben differenti: la rilevazione informatizzata dei risultati (in Liguria, Lazio, Sardegna e Puglia) e la trasmissione informatizzata e sperimentale dei risultati (in Liguria).
Nonostante ciò in realtà in tutte quattro le regioni non ci si è limitati alla rilevazione informatizzata dei risultati ma si è anche provveduto alla loro trasmissione informatizzata dai seggi al Ministero.
Con l'improprio termine "scrutinio elettronico" indico ciò
che è stato effettivamente svolto:
la rilevazione informatizzata dei risultati e la loro trasmissione
informatizzata al Ministero.
La sperimentazione dello "scrutinio elettronico" è limitata alle elezioni di Aprile 2006, infatti nello scrutinio del referendum Costituzionale di due mesi dopo (25 e 26 Giugno 2006) non si è usato alcun computer.
Che cos'è la rilevazione informatizzata dei risultati? Non si tratta (per fortuna!) di voto elettronico poichè si usano le classiche schede di carta, ma non è neppure uno scrutinio elettronico poichè le schede, come sempre, sono scrutinate a mano (anzi a occhio) dal Presidente di Seggio e dagli scrutatori sotto il vigile controllo dei rappresentanti di lista.
In pratica funziona in questo modo: ai componenti del seggio (sezione elettorale) è aggiunto un tecnico informatico provvisto di computer portatile, schermo e stampante. Per ogni scheda scrutinata (e contata) con il classico sistema manuale, il tecnico inseririsce in un apposito programma sul computer un indicativo della lista scelta dall' elettore. I componenti del seggio possono (e dovono!) verificare sullo schermo il corretto inserimento del voto. Alla fine dello scrutinio il computer stampa un foglio che riporta quanti voti ha avuto ciascuna lista, ma in caso di discordanza tra il risultato elettronico e quello manuale viene considerato per buono e quindi reso ufficiale il risultato manuale.
La rilevazione informatizzata dei risultatiPerò in realtà in Liguria, Sardegna, Lazio e Puglia è stato utilizzato lo "scrutinio elettronico" cioè oltre alla rilevazione informatizzata dei risultati si è anche provveduto alla trasmissione informatizzata dei dati stessi. Ciò, oltre a non essere esplicitamente previsto dalla legge, ha creato grossi problemi potenziali per la verificabilità del risultato (requisito essenziale di ogni processo elettorale)!
Infatti i dati stampati dal tecnico informatico, eventualmente corretti per farli corrispondere ai risultati dello scrutinio manuale, sono stati copiati su una memoria USB portatile e tramite di essa trasferiti su un PC centrale installato nell' edificio dove si vota ed utilizzato per raccogliere i risultati di tutti i seggi dell' edificio. Dal PC centrale i risultati di tutti i seggi dell' edificio sono stati trasmessi in via elettronica alle "Strutture Centrali" del Governo ed utilizzati per il calcolo dei risulati generali.
Questa trasmissione dei dati, non esplicitamente prevista dalla legge, non è stata sperimentale ma, come vedremo, sarebbe dovuta essere l' unico modo in cui calcolare (e diffondere) i risultati elettorali in Liguria, Lazio, Sardegna e Puglia. E' vero che in queste regioni è stata allegata ai verbali cartacei una stampa dei dati ufficiali di ciascun seggio, ma è anche vero che di tale stampa non era previsto l'uso se non in casi particolari.
Sembra infatti che i dati utilizzati per la diffusione e, quindi il calcolo dei risultati generali, sarebbero dovuti essere solo ed esclusivamente quelli trasmessi in forma elettronica. Sono quei dati trasportati mediante le chiavine USB all'interno dell'edificio scolastico e poi trasmessi elettronicamente alle "Strutture Centrali" ossia ai centri servizi del Dipartimento dell'Innovazione e le Tecnologie (della Presidenza del Consiglio) e da qui al Ministero dell'Interno.
Questo lo si deduce dalla Circolare della Prefettura di Roma n. 15/2006 prot. 13883 del 21 Febbraio 2006 che è stata distribuita ai Presidenti di tutti i seggi della Provincia. La circolare (paragrafo 6) dice che i dati ufficiali di ciascun seggio vengono trasmessi alla Prefettura in due modi: uno elettronico (che serve per la diffusione dei risultati) ed uno cartaceo. Inoltre (paragrafo 9) la circolare impone ai Comuni di continuare ad utilizzare le classiche procedure di trasmissione dei risultati verso la Prefettura. La stessa circolare aggiunge però che i dati "tradizionali" (sia quelli cartacei certificati dai Presidente di seggio, sia quelli trasmessi dai Comuni col sistema classico) sono semplicemente presi in custodia dalla Prefettura "per soddisfare eventuali richieste che dovessero pervenire dal Ministero dell' Interno". Quindi si prevedeva che i dati tradizinali NON sarebbero stati utilizzati per verificare i dati ricevuti elettronicamente se non nell'improbabile caso di riconteggio manuale
Non volendo o non potendo verificare i verbali cartacei non è possibile avere alcuna certezza sui punti predetti e quindi i risultati dello "scrutinio elettronico" sono fuori da ogni controllo democratico!
Quando (e se!) lo "scrutinio elettronico" sarà davvero utilizzato per calcolare i risultati, come faranno i partiti a verificare i risultati emessi dal Viminale con i dati raccolti sul territorio dai loro rappresentanti di lista?
Se nel mio seggio il mio partito ha preso, poniamo, 300 voti, come faccio a verificare che essi siano stati tutti contati ed il risultato finale non mi danneggia? Come faccio a verificare che a fronte dei 300 voti presi dal partito avversario non ne siano stati considerati di più in modo da favorirlo?
Mi si può rispondere che basta chiedere la verifica delle schede, ma su quale base potrei richiedere una verifica?
E poi perché dovrei richiederla su un seggio e non su una altro? Come faccio a sapere prima della verifica se
(ed in quali seggi) sono stati commessi brogli a mio danno o a vantaggio del mio avversario?
Potrebbero anche sottrarre al mio partito la modica quantità di 10 voti in tutti i seggi ed in totale ne perderebbe
500000 senza che nessuno se ne possa accorgere.
In mancanza di qualsiasi dato ufficiale cartaceo, e quindi verificabile da chiunque, il Governo sarà l' unico in grado di calcolare i risultati elettorali. In questa situazione un qualsiasi Governo, o qualche potere forte in esso rappresentato, potrebbe diffondere risultati falsi senza tanti rischi di essere scoperto
Perciò l' unico modo per verificare la veridicità dei risultati è che i partiti se li calcolino in proprio acquisendo autonomamente e direttamente nei seggi i risultati dello scrutinio manuale dei voti. I partiti, grazie al lavoro dei loro rappresentanti nei seggi, hanno sempre "validato" in questo modo i risultati forniti dal Viminale, ma c'è il rischio che con la trasmissione automatica dei risultati ritengano non più necessario farlo. Questo sarebbe un errore che non possiamo permetterci di commettere se teniamo alla democrazia.
Per facilitare questo controllo il Governo potrebbe pubblicare sul WEB la tabella di tutti i risultati acquisiti in tutti i seggi dando così modo ai partiti di verificarli e così validare anche il risultato generale delle elezioni.
Per fortuna lo "scrutinio elettronico" nel 2006 ha avuto tanti di quei problemi che poi il calcolo dei risultati per forza di cose si è basato sui classici dati cartacei. E infatti non ci sono stati errori, come ha scoperto chi, volendo verificare la correttezza dei propri risultati, ha potuto farlo solo grazie all' esistenza dei verbali cartacei!
Il requisito fondamentale che debbono avere i meccanismi elettorali è la certezza che i risultati
corrispondano alla effettiva volontà del corpo elettorale. Solo questa certezza fa accettare la sconfitta
elettorale a chi la subisce, mentre qualsiasi dubbio di legittimità sarebbe disastroso sia per chi risultasse
eletto sia per la democrazia in senso lato.
Il nostro attuale meccanismo elettorale cartaceo è
magari un po' complesso ma certamente è funzionante e pienamente
rispondente alle aspettative.
Il metodo classico di scrutinio NON ha mai dato veri problemi e nessuno ha mai contestato la
legittimità dei risultati elettorali (neanche negli anni '50 di infuocata contrapposizione tra DC e PCI),
quindi è un
sistema che funziona e non è ulteriormente migliorabile se non sotto l' aspetto della velocità
con cui vengono prodotti i risultati. Ma non c'è alcun bisogno di velocizzare
la produzione dei risultati elettorali se ciò può avvenire solo a discapito
della certezza che i risultati corrispondono veramente alla volontà popolare.
Una nottata passata in attesa dei risultati definitivi
non ha mai danneggiato la nostra Democrazia!
In realtà ciò che accellera i tempi è la trasmissione informatizzata dei dati
direttamente al Viminale e non certo il conteggio elettronico dei voti scrutinati a "mano".
Infatti, anche se azzerassimo i tempi di trasmissione dei risultati, per sapere il risultato delle elezioni
dovremo sempre aspettare la fine di tutti gli scrutini manuali.
Per trasmettere i dati direttamente al Viminale non è necessario
introdurre i computer dentro i seggi, spendendo cifre elevatissime, ma è sufficiente
che i Comuni, oltre a spedire alla Prefettura i plichi con verbali e risultati, usino i computer di cui già dispongono
per inviare i risultati dei singoli seggi direttamente al Ministero.
In questo modo si avrebbe sia una velocizzazione dei risultati (che sarebbero però, "provvisori" fino
a quando non hanno termine le classiche procedure di calcolo basate sui verbali cartacei), sia la sicurezza che
i risultati "definitivi" sono verificabili e quindi al di sopra di ogni dubbio (come sono sempre stati).
Ma poi serve a qualche cosa sapere i risultati qualche ora prima del solito? Vale la pena di spendere centinaia di milioni di euro ad ogni elezione solo per non dover apettare la mattina per sapere i risultati? Penso che ne avrebbero un vantaggio solo i giornali poichè potrebbero uscire già il lunedì mattina con i risultati finali anzichè con le proiezioni e gli exit poll di mezzanotte!
Nessuno ne parla ma in Italia nelle ultime elezioni del 9 e 10 Aprile 2006, oltre allo scrutinio elettronico, c'è stata anche una sperimentazione di VOTO ELETTRONICO. E' accaduto in quattro seggi di Cremona (leggi qui la notizia)
E' vero che nel primo casi continueremmo ad utilizzare le schede cartacee e quindi potremo utilizzarle per verificare i risultati, però tale verifica, seppur teoricamente possibile, sarà poco probabile che avvenga anche perchè dovrebbero essere scrutinate (a mano) tutte le schede votate e questo sarebbe un grosso impegno organizzativo dato che andrebbe fatto a risultato già declamato, magari una settimana dopo il voto. Immaginate quale impegno sia ricostituire tutti i seggi, riportarvi gli scatoloni con le schede (che nel frattempo sono state immagazzinate altrove) e procedere quindi allo scrutinio. Inoltre la situazione politica sarebbe estremamente tesa (e forse ci sarebbero problemi di ordine pubblico) dato che saremmo in presenza di un partito, uno schieramento, un candidato che si dichiarano vincitori mentre gli avversari ne contesterebbero la legittimità democratica.
Quindi dobbiamo vigilare affinché la sperimentazione non si trasformi
nella produzione di risultati elettorali fuori da ogni controllo democratico.
E' assolutamente necessario che la pubblica opinione e i partiti che credono veramente nella democrazia rappresentativa comincino a ragionare sui limiti da porre all' uso dell' informatica nel voto. A mio avviso l'unica soluzione consiste nel fare una scelta di principio:
Il rifiuto non è ideologico ed aprioristico, ma bensì il risultato di quei ragionamenti molto pragmatici esposti in questo sito.
Non possiamo accettare di usare l' elettronica nel voto sperando di riuscire a cavalcare la tigre senza uscirne sbranati perchè se accettiamo di scendere nell' agone tecnico saranno decine le ditte pronte a giurare sulla sicurezza dei loro prodotti (hardware & software) e tutte certificheranno i propri apparati. Ed altre ditte specializzate certificheranno il fatto che non ci saranno stati errori e malfunzionamenti durante le operazioni di voto. Lo faranno proprio come il fior fiore delle multinazionali di certificazione di bilanci societari certificò fino all' ultimo i bilanci falsi della ENRON, della Parmalat e della Cirio! Si consideri però che il falso dei bilanci è venuto fuori solo perchè i soldi lasciano tracce e le scritture contabili sono nominative e non anonime come invece accade nel voto!
Il potere politico ha solo da guadagnare dall' uso di scrutinio e voto elettronici perchè grazie a loro può facilmente manipolare i risultati elettorali. Quindi è facile prevedere che accetterà per buone tutte le certificazioni sul voto elettronico che le ditte gli offriranno. Le quali ditte vivono degli appalti che gli possono essere garantiti dai governi in attesa di essere rieletti. Un bel cortocircuito, non è vero?
D'altra parte come si fa a contrastare, magari in Parlamento, un eventuale documento tecnico tendente a dimostrare l' assoluta certezza di un dato sistema di voto elettronico? Quale partito o quale gruppo sociale avrà mai la capacità tecnica di comprendere e, se è il caso, di contrastare le garanzie sul voto elettronico date da colossi quali IBM o Microsoft che volessero sponsorizzare alcuni loro prodotti?
La stessa Legge n.22, 27-01-2006 modifica alcune norme elettorali in modo da permettere l' accesso ai seggi anche agli osservatori internazionali dell' OSCE. Infatti fino ad ora potevano entrare nei seggi solo gli elettori che vi erano iscritti.
Gli osservatori dell' OSCE hanno iniziato a verificare le elezioni nei paesi occidentali solo da quando essi utilizzano sistemi di voto elettronici anche se gli osservatori, come dice il nome stesso, "osservano" ciò che vedono e non possono certo garantire la correttezza delle operazioni eseguite nelle migliaia di computer utilizzati alle operazioni di voto.
Nonostante questo evidente limite il governo USA li richiese per controllare le elezioni presidenziali USA 2004. Ovviamente in quella occasione gli osservatori certificarono il corretto andamento delle procedure di voto (a parte i guasti tecnici), ma non poterono certificare la correttezza dei risultati elettronici!
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