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voto elettronico e Democrazia

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  2006-04-17  contrario al voto elettronico   da uno studente di Ingegneria Informatica

Per tutti quelli favorevoli al voto elettronico, per favore leggete.

Secondo me, ogni democrazia seria e degna di tale nome dovrebbe offrire ai cittadini un sistema di voto che goda di:
  1. Assoluta segretezza e anonimato
  2. Facilità e accessibilità per tutti gli elettori
  3. Trasparenza, ovvero facoltà di assistere alle fasi di scrutinio da parte dei rappresentanti dei candidati
  4. Archiviazione sicura e ridondante dei risultati
  5. Garanzia della legittimità dei conteggi

Il voto dovrebbe essere segreto e anonimo, ovvero nessuno (neanche un computer o un dispositivo elettronico) dovrebbe mai essere in grado di sapere il contenuto del voto di un particolare elettore. Se così non fosse potrebbero nascere facilmente dei meccanismi di condizionamento del voto (clientelismo, scambio di favori, criminalità organizzata, ecc.) che metterebbero in pericolo la stessa libertà di voto e quindi il concetto di democrazia. Creare una soluzione hardware-software che garantisca questo requisito pone delle serie problematiche (tecnicamente risolvibili) sulla certificazione digitale dell'elettore, crittografia nella trasmissione e memorizzazione del voto su un supporto elettronico affidabile. La cosa inquietante è che non c\\\'è modo di sapere se il software, nel frattempo, memorizza anche l'orario e associa l'elettore al voto, anzi probabilmente sarà necessario farlo, ed ecco che non è possibile garantire il primo punto. Inoltre, attualmente non esiste alcun supporto elettronico di affidabilità superiore a quella di un foglio di carta con una croce sopra il segno scelto.

l'azione fisica del voto dovrebbe essere resa il più semplice possibile, in modo da facilitare e velocizzare il compito agli elettori. Non conosco metodi significativamente più facili della solita croce sul segno prescelto e non credo ce ne possano mai essere. A dire il vero, ritengo che la cosa più difficile del sistema attuale sia ripiegare la scheda elettorale dopo aver votato, il che è tutto dire.

Con le verifiche e i conteggi a mano delle schede votate, i rappresentanti dei candidati possono a tutti gli effetti supervisionare la correttezza dei voti assegnati. Questo garantisce anche un conteggio \\\"incrociato\\\" che solitamente fa ogni partito. In caso di scostamenti tra i valori ufficiali e quelli calcolati i candidati possono ragionevolmente proporre una verifica o un riconteggio. La presenza dei rappresentanti non avrebbe invece alcun senso in caso di conteggio elettronico, in questo caso non c\\\'è nulla da verificare per il semplice motivo che materialmente non è possibile farlo. Di conseguenza nessun partito potrebbe fare un matching tra i propri dati e quelli ufficiali.

Attualmente, tutte le schede votate vengono archiviate, insieme a dei lunghi verbali cartacei compilati in triplice copia. In caso di ricorsi è possibile verificare la coerenza dei verbali, ed eventualmente ricontare le relative schede, ma in caso di dati digitali che senso ha? Gli archivi cartacei non sono soggetti a corruzione dei dati, cosa che invece coinvolge tutti i supporti digitali.

E in ultimo, la cosa più importante: dovrebbe essere garantita la correttezza dei conteggi totali. Con il sistema tradizionale, i risultati vengono comunicati dal comune al prefetto, e dal prefetto al viminale, organi super partes che rappresentano lo stato e la costituzione, e che ne sono garanti. Con il sistema di comunicazione dei risultati elettronico, la correttezza dei calcoli è affidata a un software, che in linea teorica potrebbe essere in grado di fare bene il suo lavoro, ma chi lo garantisce? La software house, no? Allora dovrebbe rendere pubblico il codice sorgente del programma in modo che tutti gli addetti ai lavori possano verificare l'effettiva correttezza e l'assenza di manipolazioni. Ammesso e non concesso (ipotesi davvero improbabile) che venga pubblicato il codice sorgente, chi garantisce che il programma è stato compilato dal codice che è stato pubblicato? E il compilatore? E quello che viene eseguito è davvero lui? E....? Ci sono una marea di punti interrogativi a cui non è facile rispondere.

In sostanza un sistema di voto elettronico (o peggio ancora, online da casa) non può garantire la segretezza, come lo scrutinio elettronico non può invece garantire la trasparenza e l'assenza di brogli. Non si tratta di usare o inventare super-protocolli di sicurezza o algoritmi di crittografia inattaccabili. Inutile riempirsi la bocca di RSA Diffie-Hellmann SHA1 MD5 PAP etc... Questi servono per risolvere transazioni protette, comunicazioni riservate, integrità dei dati, ma in questo caso non bastano. l'inadeguatezza (non l'inapplicabilità) del software al voto sta nella natura stessa di entrambi. Le elezioni elettroniche potrebbero portare in una situazione in cui è relativamente facile pianificare dei trucchi, in accordo con chi realizza il software, ma impossibile (per assenza di tracce) verificare o mostrare che effettivamente siano stati fatti, per chi li ha subiti. E questa è una condizione deleteria per una democrazia.

Grazie per il tuo lavoro, la tua causa è senza dubbio giusta.
Angelo



Risposta di Emanuele
Grazie per aver scritto. Inutile dire che sono d'accordo al 100%!



 
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