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  2005-08-25  favorevole al voto elettronico   da un laureato in ingegneria delle telecomunicazioni

Mi presento. Mi chiamo Flavio e sono un laureato in ingegneria delle telecomunicazioni. Mi sto avvicinando adesso attraverso un master universitario alle problematiche connesse alla sicurezza informatica.Mi sembra eccessivamente allarmistico quello che ho trovato scritto in queste pagine tanto più che alcune cose non sono propriamente come descritte.

Mi riferisco alla possibilità di mantenere anonimo il voto per esempio e potere controllare l\'effettuata votazione o al superficiale esempio del condominio (le parti in gioco sono molte di più che non 1:N) per esempio. Non ho trovato descritto in queste pagine alcun protocollo, solo inutili allarmismi. Ci sono persone serie che studiano i problemi riguardanti la sicurezza e molti ambiti della ricerca nel settore sono indirizzati verso la scoperta di protocolli efficaci e sicuri. La criptografia moderna viene già abbondantemente utilizzata: per esempio la firma digitale è già utilizzata nelle università e regolamentat a dalla legge.

Il passo al voto elettronico sarà breve e possibile non appena se ne sarà accertata la sicurezza. Ma la cosa importatne da affermare è sicuramente che non esiste un mezzo sicuro in assoluto e che parte di tutto il sistema risiede nella fiducia che si ripone nell\'ente che per esempio fornisce le coppie di chiavi (pubblica e privata) nel caso esista un ente ufficiale, come accade per le università, oppure la fiducia tra le parti se il meccanismo è ad incrocio ( mi fido che questo messaggio arriva da tizio perchè tizio conosce caio, io mi fido di caio e lui garantisce per tizio).

Ma questo è altresì vero in qualunque campo umano; anche nelle elezioni attuali ci fidiamo che gli scrutinatori facciano bene il loro lavoro e non commettano brogli.

Per concludere i protocolli sono accuratamente studiati per garantire la sicurezza adeguata e sono perfettamente in grado di fornire anche i punti deboli: voglio ricordare che molte delle persone che lavorano nell\'ambito della sicurezza sono stati spesso hacker nel loro passato. Insomma io non sarei così pessimista e sono sicuro che, in Europa almeno, queste tecniche verrano adottate solo quando si avrà la sicurezza del fuzionamento corretto del sitema.



Risposta di Emanuele
Grazie per aver scritto.

Possiamo iniziare una sfida "intellettuale" ? Se le cose non stanno come dico io, cosa c'è di sbagliato in quanto scrivo nella mia home page? Io non vorrei che i dettagli ci facciano perdere di vista i concetti di base, le idee.

Per quanto riguarda l' esempio del condominio, esso serve solo per dire che nel voto tradizionale è il pubblico che conta i voti in ciascun seggio lasciando all' organizzazione elettorale il mero compito di sommare tutti i risultati. Invece nel voto elettronico è l' organizzazione elettorale a "contare" i voti ed emettere i risultati fuori da ogni controllo democratico

La saluto



Risposta di Flavio

Il punto cruciale della questione non è nella teoria del sistema: lei discute tutta una serie di questioni e prova a darne una spiegazione che io trovo, a volte, piuttosto grossolana e imprecisa. Se il dibattito riguarda il sistema voto elettronico, e quindi tutti i protocolli proposti per la sua attuazione, ebbene questi sono assolutamente sicuri: il protocollo è inviolabile.

Altro è parlare invece della sicurezza del software con cui questi protocolli sono implementati e dell'hardware su cui tali programmi girano, problema che riguarda tutta l'informatica: lei pone sempre il problema sulla eventuale malevolenza del produttore ma anche un produttore onesto può creare un software difettoso.

Alcune delle sue obiezioni sono sensate; tuttavia mi sembra fantapolitica pensare che l'interesse nell'introdurre il voto elettronico sia voluto da qualcuno che mira al controllo dei voto per l'instaurazione di una eventuale dittatura; è pur vero che, a differenza di quello che lei dice, l'e-vote sarebbe più veloce, più efficiente e più comodo e forse la gente voterebbe con più facilità, un pò come esprime le sue preferenze col telecomando nei programmi TV. Non consideri questa affermazione superficiale: non mi passa neanche per la testa di considerare il voto alla stregua di un qualsiasi becero programma televisivo: il vero problema di questo paese è la scarsa partecipazione al voto.

Credo che la strada per la sicurezza informatica vada ricercata nei sistemi aperti e nella pubblicazione di software di così rilevante importanza; utilizzare sistemi open-source consente a chiunque di controllare il software, trovare ed eventualmente correggere bugs nel sistema e offrire un vero contributo democratico. Concordo con lei sulla possibilità che incaricare una ditta qualunque sia un passo azzardato e sicuramente lontano dall'obiettivo.

Mi scusi, se sono intervenuto, ma troppe volte si leggono in rete imprecisioni sui più svariati argomenti che, soprattutto in ambito scientifico, non rendono giustizia alle persone che sacrificano tempo e soldi nella ricerca. Uno può fare tutti i conti possibili per far sì che un palazzo stia su e fornire tutte le specifiche del caso; se poi, quando lo si costruisce, lo si fa con materiali scadenti, con imperizia e superficialità, e questo crolla, non si potrà mica dire che era sbagliato il progetto?!

Cordiali saluti


 
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