Al fine di superare l' ineludibile fatto che i voti elettronici NON sono verificabili c'è chi suggerisce
che essi possano essere
"certificati" ossia dichiarati affidabili o meno a seconda
di varie informazioni. Noi elettori potremmo fidarci e quindi accettare voti "certificati".
Ci sono molte persone ed organizzazioni che dichiarano di poter certificare i rirultati di elezioni
elettroniche (specialmente se esse sono eseguite utilizzando i loro hardware e software!).
Purtroppo sappiamo che da secoli e millenni gli uomini
fanno le peggiori porcherie pur di arrivare al potere e per mantenerlo. A questo proposito mi piace sottolineare che
in democrazia lo scopo primario di ogni meccanismo elettorale è di assicurare che i risultati corrispondano
alla volontà degli elettori e non a quella di chi gestisce le operazioni.
Nelle elezioni errori e brogli non possono essere scoperti dal fatto che producono risultati errati
(come invece avviene nella maggior parte degli altri apparati tecnici), dato che i risultati non sono noti
a priori.
L' unico modo di certificare un risultato elettorale elettronico è assicurare che
l' intero processo elettorale (macchine ed esseri umani) sia ben progettato, ben costruito e che abbia
funzionato senza problemi fino all' ultima operazione elettorale.
Ma, ovviamente, nessuno in buona fede può essere certo al 100% che l' intero
processo elettorale (macchine ed esseri umani) sia ben progettato, ben costruito e che abbia
funzionato senza problemi fino all' ultima operazione elettorale.
Inoltre perfino il più perfetto
meccanismo elettorale può garantire risultati affidabili solo se chi lo gestisce è onesto al 100% !
In ogni caso il processo di certificazione, essendo molto tecnico e complesso, non può
essere fatto sotto il controllo dell'opinione pubblica (come accade, invece, per il voto cartaceo),
ma solo da professionisti in informatica e telecomunicazioni.
L' opinione pubblica, data l' assenza di qualsiasi prova tangibile, deve fidarsi ciecamente delle
conclusioni di questi
certificatori (ovviamente i venditori di hardware e software dimenticano di dirlo). Non mi sembra proprio che
ciò possa chiamarsi
controllo democratico.
I risultati elettorali sarebbero certificati da quel tipo di persone e di società
che hanno certificato i bilanci della ENRON fino al giorno del suo enorme crack!
Non vedo alcun motivo perchè essi dovrebbero comportarsi diversamente quando si tratta di attribuire
il governo su nazioni di centinaia di milioni persone e quando la loro disonestà sarebbe aiutata
dalla impossibilità di ogni controllo in mancanza di registrazioni dei voti effettuati.
Neppure il Candide di Voltaire sarebbe così ingenuo di fidarsi della onestà di persone
(e partiti, lobbies e grossi interessi economici)
che lottano per il mantenimento o la conquista del potere politico.
N.B. Le frodi della ENRON sono state scoperte perchè il denaro è un oggetto fisico e tracciabile e
quindi gli investingatori hanno potuto trovare individuare e seguire le transazioni illecite.
Invece in caso di brogli elettorali elettronici
non si potrebbe investigare nulla perchè le uniche prove circa le intenzioni di voto degli elettori
sarebbero i voti memorizzati i quali, essendo non verificabili in quanto anonimi,
potrebbero essere già stati alterati.
Errori o brogli possono essere scoperti dalla pubblica opinione solo se i risultati sono
grossolanamente improbabili o impossibili: un singolo canditato con il 99% dei voti, oppure un numero
di voti superiore a quello dei votanti. Ma, in caso di brogli elettorali, solo uno stupido
renderebbe pubblici risultati così evidentemente errati.